Io sono Uno

ASSEMBLEA TEATRO

IO SONO UNO

VENERDI 24 AGOSTO ORE 21.15 ARENA CONCHIGLIA, SESTRI LEVANTE

Edoardo Cerea voce, armonica e chitarra Davide Cignatta chitarre

Elisa Aragno flauto, Salvatore Chillemi fisarmonica Gisella Bein voce recitante

regia di Renzo Sicco

© LAPRESSE
GENNAIO 1967 ROMA
SPETTACOLO
NELLA FOTO: IL CANTANTE ITALIANO LUIGI TENCO SEDUTO NEL COLONNATO DI SAN PIETRO A ROMA.
BUSTA 2252
(b. 48)
Immagine tenco.jpg da alfman host TIPO31 @autore LAPRESSE

Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla, parla sempre, che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire”.[Luigi Tenco]

A 50 anni dalla sua scomparsa e ad 80 dalla sua nascita, torniamo a rendere omaggio a questo grande autore, compiendo un viaggio nel Tenco artista e uomo. Lo spettacolo regala uno spaccato della carriera artistica di Luigi Tenco ma anche della sua ricchezza di autore anticonformista e innovativo.

Un recital spettacolo che porta in primo piano soprattutto quello che le parole e le melodie di Tenco spesso adombravano soltanto nello spazio breve di una canzone.

Da un lato, le profonde inquietudini di una generazione chiamata a portare a compimento le grandi trasformazioni della società italiana negli anni Cinquanta e Sessanta, dall’altro una sorta di aristocratico fastidio per tutto ciò che atteneva alla rappresentazione più scanzonata e banale di quella società nelle canzoni. Un percorso interno alle parole e alle musiche note ed inedite che Tenco compose e incise quasi febbrilmente tra il ’59 e il ‘67. Un itinerario che si volge tra letture e riflessioni, capaci di ridisegnare un’epoca di veloci e grandi cambiamenti.

“Io sono uno” è la sua voce, malinconica e tenera, che sapeva disegnare un’intera mappa di sentimenti. Una manciata di canzoni come Lontano, lontano, Come mi vedono gli altri, Ragazzo mio, Se stasera sono qui, Una brava ragazza, Un giorno dopo l’altro, Angela, Ognuno è libero, Guarda se io , Ho capito che ti amo, Vedrai vedrai, fino a Ciao amore ciao furono una ventata di autenticità, una novità a volte scandalosa che determinò un nuovo pathos e un diverso sguardo sul mondo.

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